L'arrivo di Canapone a Firenze

10 maggio 1959

Mi chiamo Canapone e sono un cammella

Quando la cammella Canapone ci lasciò, la notte dell’alluvione del 1966, aveva poco più di sette anni e mezzo. Una vita breve ma che era bastata per entrare nel cuore dei fiorentini fin dal suo arrivo nel piccolo zoo che era nato con lei.  Che fosse una femmina lo si scoprì dopo averle dato il nome. 

La prima notizia del suo arrivo a Firenze esce su la Nazione il 18 aprile del 1959 con Firenze che si preparava a festeggiare i cento anni dalla fuga del Granduca Leopoldo II, detto Canapone. Così titola il quotidiano di Firenze “Lo zoo alle Cascine sta per diventare una realtà” e nell’articolo il giornalista  racconta di un telegramma arrivato al Sindacato Cronisti di Firenze, che da mesi sta conducendo una campagna per donare uno zoo alla città e ripopolare con fagiani e altri animali, il parco delle Cascine: “I ragazzi fiorentini dovranno per questo, ringraziare idealmente il signor Ferdinando Togni, titolare del famoso circo, che il giorno 24 alzerà le proprie tende a Firenze, e che in tale occasione dislocherà alle Cascine il cammellino “Canapone” con la madre “Granduchessa” – ed esclama il cronista – Proprio così: Canapone”.

Ecco il battesimo della piccola cammella, che ha appena due mesi. Non come si credeva dato dai bambini per la somiglianza al colore degli stopposi favoriti della capigliatura dell’ex Granduca Leopoldo II. I nomi sono decisi a tavolino, una vera e propria operazione di marketing del Circo Togni, per lanciare i suoi doppi spettacoli giornalieri. La madre Granduchessa accompagnerà Canapone per i primi tempi, poi lei tornerà a girare con il Circo. 

Ma non finisce qui, il telegramma aggiunge “Consegna 24 aprile occasione debutto festival mondiale circo Togni stop segue lettera con fotografie Canapone et madre stop Cordialmente Ferdinando Togni

150.000 fiorentini accolgono Canapone

 Il 24 sera circo strapieno per il suo debutto e la consegna formale ai bambini fiorentini, con  ritratto di rito con i giocatori della Fiorentina, Cervato e Chiappella. Canapone è piccola, alta circa un metro e cinquanta, ma per niente impaurita. 

Per adesso resta al Circo, in attesa che sia pronto un recinto nello zoo che il cavalier Bardo Bardi,  Soprintendente comunale ai giardini, ha progettato nell’area di quella che sarà il Piccolo zoo. Mezzo ettaro di terreno, davanti ai cantieri comunali, sul viale dell’Aeronautica. Oggi, nel 2021, è rimasto un piccolo giardino, con le aiuole perimetrate che riprendono i confini delle vecchie gabbie. Quella di Canapone era, guardando il giardino dal viale, l’aiuola vicino all’uscita sinistra.

Finalmente giovedi 7 maggio 1959, per la festa del Grillo, arriva il momento di far sfilare la cammellina alle Cascine in testa al corteo dell’intero circo Togni tra due ali di folla composta da centocinquantamila fiorentini. Così racconta il cronista “Insomma Canapone ha preso idealmente possesso del suo parco, approdando con l’Arca (di Togni ndr) in mezzo a centocinquantamila fiorentini. Nemmeno un cammello, pensiamo, poteva desiderare una accoglienza più clamorosa e affettuosa di questa”.

10 maggio 1959 arriva alle Cascine

Grazie all’impegno del sindacato dei cronisti fiorentini si realizza il piccolo zoo di Firenze. L’arrivo di Canapone ha accelerato l’arrivo di altri animali, ritrovati o donati. Il cronista che ora si firma B. (probabile Giorgio Batini ndr) tira le prime somme il 4 maggio “ … abbiamo a tutt’oggi un cammello «Canapone»,  un airone «Gambalunga», una cinghialessa «Esmeralda», la tassa «Musetto»…”. Ma altri animali stanno arrivando: scoiattoli, una volpe, dei cervi. L’ingegner Taccini dell’azienda di turismo promette un elefante. Ma il sindacato cronisti declina cortesemente l’offerta “ l’intenzione per ora è di costituire un giardino zoologico originale: ospitante fauna italiana”. Canapone è un eccezione, ma sarà il più amato.

Finalmente l’11 maggio il bel tempo permette di portare Canapone e la sua mamma Granduchessa al parco della Cascine. Un corteo festoso di bambini li accompagna dal Circo alla Fortezza da basso fino al pratone del Quercione dove è stato allestito un recinto provvisorio. “Il giardino zoologico non sarà gran cosa, sarà provvisorio – scrive Batini dalle pagine de La Nazione – ma è una grande conquista per i ragazzi fiorentini che lo hanno desiderato a lungo”.  Così ha inizio la storia del piccolo zoo fiorentino che chiuderà nel 1986. Ma non è stato il primo zoo in città, già ci avevano provato con Firenze capitale, ma questa è un’altra storia.

cronostoria per immagini

di Sergio Canfailla

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